Il recente bollettino mensile del Copernicus Climate Change Service (C3S) ha evidenziato un nuovo record: il mese di aprile 2025 è stato il secondo aprile più caldo mai registrato a livello globale. L’aumento rilevato è di 0,60°C sopra la media 1991-2020 e di 1,51°C sopra i livelli preindustriali, con un valore assoluto della temperatura media dell’aria di 14,96 °C. Ancor più importante è l’andamento costante delle temperature, che hanno mantenuto livelli superiori a +1,5°C rispetto al periodo preindustriale per 21 mesi negli ultimi 22 mesi.
Come sempre, in parallelo, destano allarme anche gli aumenti delle temperature dei mari e degli oceani, con una media globale di 20,89°C, la seconda più elevata per un mese di aprile. Ancor più preoccupanti sono le anomalie segnate nel Nord Atlantico e nel Mediterraneo, che contribuiscono ad innescare conseguenti eventi meteo estremi a causa dell’energia in eccesso accumulata nelle acque.
L’estensione dei ghiacci artici è stata del 3% inferiore alla media, la sesta più bassa dal 1979, con picchi evidenti nei mari di Barents e di Ochotsk. Anche in Antartide la copertura di ghiaccio si è ridotta al 10% sotto la media, decimo valore più basso mai registrato per il mese di aprile.
Particolarmente preoccupante per il vecchio continente è la situazione relativa all’assenza di precipitazioni. Europa centrale e orientale, Regno Unito e Scandinavia sono risultate molto più secche della norma, seguendo il trend di marzo, mentre l’Europa meridionale e le Alpi sono state colpite da forti piogge, con frane, valanghe e inondazioni.



