Milano città sempre più da bollino rosso. In occasione della quarta tappa della campagna itinerante di Legambiente “Che Caldo Che Fa!  Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”, realizzata dall’associazione ambientalista con il supporto di Banco dell’Energia, sono stati monitorati il quartiere Corvetto, nel quadrante sud-est di Milano, e Argonne, nella zona est in prossimità di Città Studi. Ad aprire la tappa il flash mob organizzato al Piazza Angilberto II.

A Milano, stando ai dati Istat, l’aumento delle temperature è stato di 1,3°C rispetto alla media 1971-2000, mentre secondo i dati di Berkeley Earth il valore è di oltre il doppio, +2,8°C, rispetto al 1960. In aumento anche le notti tropicali che, nel 2022, sono state 101 (fonte Istat). Entrando nel dettaglio dei monitoraggi, i quartieri scelti da Legambiente differiscono tra di loro per caratteristiche edilizie, composizione socio-demografica e accessibilità ai servizi. In ciascuno quartiere, grazie al supporto di Legambiente Lombardia, è stato definito e perimetrato un areale di circa 1 km² dove sono state mappate le infrastrutture presenti (aree giochi, negozi, scuole, giardini ecc…) e rilevate le temperature, attraverso l’utilizzo di una termocamera, nelle ore più calde della giornata. 23 le termofoto scattate a Corvetto (in Piazza Angilberto II, Via dei Cinquecento, Via Polesine, Via Dionigi, Piazzale Gabriele Rosa, Mercato comunale di Piazza Ferrara, Istituto comprensivo di scuola elementare e media di Via Polesine) e 26 quelle ad Argonne (Giardini Argonne, Via Gaspare Aselli, Piazzale Gorini, Piazzale Susa, Piazza Guardi, Mercato comunale in Piazza Andrea Fusina, Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, Campo giochi 87 di Via Illirico). A Corvetto su 36 strutture mappate da Legambiente, il 55,5% è risultato esposto al sole nelle ore più calde; mentre nel quartiere Argonne su 90 strutture mappate, il 10% è risultato esposto direttamente all’irraggiamento solare nelle ore centrali della giornata. 

Nel quartiere Corvetto le situazioni più critiche sono state registrate nell’area giochi di piazzale Gabriele Rosa, con temperature delle superfici da record registrate sullo scivolo, 57,1°C, e di 76,5°C, sul gommino antitrauma. Temperature simili anche sulle superfici delle altalene, intorno alle panchine presso la fontanella, anch’essa collocata al sole nonostante l’abbondanza di alberi, e dove Legambiente ha registrato una temperatura di 62,8°C. Altra zona rovente, quella in via dei Cinquecento, dove i marciapiedi risultano veri e propri corridoi di calore, con una temperatura registrata su una superficie di 52,5°C, che è scesa a 36,3°C nella parte parzialmente ombreggiata dall’edera rampicante. In piazza Angilberto II è stata invece registrata una temperatura di 40,7°C. Situazione che cambia in una delle poche vie alberate del quartiere, dove, grazie alla presenza di tigli molto alti, è stata registrata una temperatura al suolo pari a 25,6°C, inferiore a quella ambientale – 30,4°C – e oltre venti gradi più bassa di quella del marciapiede al sole, 48,1°C. Anche sulla pista ciclabile che si sviluppa parallelamente a Viale Omero dove Legambiente ha rilevato una temperatura di 30°C. 

Nel quartiere Argonne tra i punti attenzionati da Legambiente c’è l’area giochi di Argonne, inaugurata nel 2022 ma priva di ombreggiatura. Qui molte delle piazzole verdi, pensate per ospitare alberi, sono vuote e gli alberi presenti sono ancora troppo “giovani” per fare ombra. Dalle termografie, il pavimento antitrauma in gomma ha registrato nelle ore di punta una temperatura di oltre 75°C, e la sagoma esposta da Legambiente, dopo neanche un minuto di esposizione, ha raggiunto i 44°C. Temperature più basse, intorno ai 30°C, sulle piste ciclabili attorno all’area ombreggiate dagli alberi stradali. Anche in via Aselli la presenza di alberi, che formano un corridoio d’ombra continuo, fa sì che la temperatura dell’aria si fermi a 30,7°C e quella del suolo a 30,3°C, oltre 15°C in meno rispetto a tratti assolati poco più avanti. Anche presso la fermata di Piazzale Gorini, grazie alla presenza di alberi, la temperatura a terra registrata è stata di 30°C, mentre la sagoma umana utilizzata nei monitoraggi, registra una temperatura poco sopra i 31°C. Situazione diversa rispetto all’asfalto esposto a pochi metri, dove si sono toccati i 45,7°C. 

Nella tappa milanese Legambiente con la sua campagna “Che Caldo Che Fa!” ha sottolineato la presenza frammentaria dei viali alberati. In particolare, a Corvetto le infrastrutture verdi sono limitate a 5 viali alberati, e 1 giardino. Alcuni piccoli spazi attrezzati nelle corti o piazze, come piazza Gabriele Rosa, sono poco manutenuti e privi di elementi blu o di sedute adeguate. Invece ad Argonne, nonostante la presenza di molti spazi verdi come quelli di Piazzale Gori, piazza Guardi e di altri viali alberati, la zona soffre per l’ampia presenza di superfici impermeabili e per un elevato traffico veicolare, elementi che contribuiscono a innalzare le temperature dell’aria e al suolo durante la stagione calda. 

Legambiente rilancia cinque proposte per adattare i vari quartieri di Milano alle ondate di calore. In particolare, chiede di: 1)Modificare il Regolamento Edilizio fissando percentuali obbligatorie di superfici permeabili negli spazi cittadini privati e pubblici (parcheggi, cortili, piazze) e di recupero, riutilizzo e risparmio di acqua negli edifici, in tutti i casi di nuova costruzione e ristrutturazione maggiore di edifici sia pubblici sia privati. 2) Prevedere nuovi programmi di forestazione urbana come ForestaMI; 3) Introdurre in iniziative come Piano Aria Clima e Climate City Contract il concetto di ‘Rifugio Climatico’, censendo e mettendo a disposizione spazi pubblici e privati esistenti dotati di temperature più basse degli spazi aperti (piazze, piani pilotis, giardini, chiese etc). 4) Dare avvio alla de-pavimentazione di strade e piazze secondo la programmazione tracciata dal Tavolo Depavimentazioni già esistente; 5) Introdurre nel previsto PUP (Programma Urbano dei Parcheggi) la tariffazione orizzontale della sosta per tutti i soggetti (residenti e non), in modo da liberare superfici da destinare a provvedimenti di sicurezza climatica.  

Che Caldo Che Fa – Scheda di MILANO

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