La nuova campagna di Legambiente, Che Caldo Che Fa, in collaborazione con la Fondazione Banco dell’energia, ha affrontato il problema della cooling poverty e delle ondate di calore nelle aree urbane. Attraverso azioni di monitoraggio e analisi delle condizioni dei quartieri selezionati in 5 diverse città, Roma, Napoli, Bologna, Milano e Palermo, sono state formulate proposte concrete per stimolare le amministrazioni comunali a intervenire, adattando le città alle ondate di calore e proteggendo la salute di tutta la cittadinanza, in particolare delle fasce sociali in povertà energetica.
Nella prima fase di studio conoscitivo, seguendo un protocollo definito dagli uffici nazionali di Legambiente, i volontari e le volontarie dell’associazione hanno, per ogni città, dapprima individuato i quartieri di confronto, per poi delimitare al loro interno areali di circa 1 chilometro quadrato di estensione e passare quindi alla mappatura dei servizi e delle infrastrutture presenti (verdi, blu e grigie) e della loro eventuale esposizione al sole nelle ore centrali della giornata. Questa prima fase è stata fondamentale per individuare dei luoghi precisi, che sono poi stati raggiunti dai tecnici dell’ufficio Energia di Legambiente nazionale che hanno effettuato le analisi termografiche.
Durante le analisi sul campo, oltre alla termocamera, è stato utilizzato un termoigrometro, strumento che permette di abbinare ad ogni foto scattata i valori di temperatura e umidità relativi dell’ambiente. L’integrazione di questi dati con le termografie ha permesso di dimostrare quanto le temperature possano essere soggette a cambiamenti drastici in funzione delle diverse condizioni di ombreggiamento o a seconda dei diversi materiali utilizzati come pavimentazione.
Dalle 171 termografie scattate da fine giugno al 27 luglio in 10 quartieri delle 5 città selezionate, dove sono state mappate oltre 700 infrastrutture e servizi, è stata registrata una temperatura ambientale media di 35,4°C, con la massima di 43°C nel quartiere di Secondigliano, Napoli, e la minima di 29,5°C a Murri, Bologna. Le temperature medie delle 509 superfici monitorate (tra asfalto, cemento, sanpietrini, aiuole, macchine, ecc.) si attestano, invece, a 45,6°C. Preoccupano i picchi massimi di temperature registrati al suolo, con una media di 75,5°C, un valore minimo di 63,7°C a Barca-Treno, Bologna, rilevato su una pavimentazione in mattonatura esposta al sole, e un valore massimo di 85,4°C nel quartiere Argonne a Milano, rilevata su un tappetino in gomma in un parco giochi esposto al sole.


