Climate Central, Red Cross/Red Crescent Climate Centre e World Weather Attribution hanno pubblicato il Rapporto “Climate Change and the Escalation of Global Extreme Heat: Assessing and Addressing the Risks“, che analizza i fenomeni di caldo estremo globale negli ultimi 12 mesi (da metà maggio 2023 a metà maggio 2024), le connessioni con i cambiamenti climatici e le strategie per prevenire sempre più frequenti episodi di calore intenso che stanno causando vittime in tutto il mondo.

L’analisi conferma che il cambiamento climatico causato dall’essere umano sta aumentando le ondate di calore, mettendo in pericolo miliardi di persone, e sta producendo eventi più lunghi e con più alta probabilità. Lo studio ha identificato 76 ondate di calore estreme in 90 diversi Paesi, tra cui:

● Il caldo umido estremo nel sud e sud-est asiatico nel maggio 2023;

● Il caldo estremo in Europa meridionale, Nord America e Cina nel luglio 2023;

● Il caldo precoce e prolungato che ha colpito milioni di persone in Argentina, Brasile, Paraguay e Bolivia nel settembre 2023;

● L’ottobre più caldo di sempre (2023) in Madagascar;

● Il caldo umido nelle regioni costiere dell’Africa occidentale nel febbraio 2024;

● L’ondata di calore nella regione del Sahel durante il Ramadan 2024;

● Il più recente caldo estremo che ha colpito tutta l’Asia, da Israele, Palestina, Libano e Siria a ovest, Myanmar, Thailandia, Vietnam e Filippine a est nel mese di aprile 2024.

Nell’arco dei 12 mesi presi in considerazione, 6,3 miliardi di persone (circa il 78% della popolazione mondiale) hanno sperimentato almeno 31 giorni di caldo estremo, ossia temperature più calde del 90% di quelle osservate nelle stesse aree nel periodo 1991-2020. Questi periodi di caldo eccezionale sono stati resi almeno due volte più probabili a causa del cambiamento climatico causato dalle azioni umane.

Nei 12 mesi considerati, i cambiamenti climatici di origine antropica hanno aggiunto in media 26 giorni di caldo estremo.

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