Le alte temperature nei comuni del Medio Adriatico mettono a rischio la salute dei cittadini, specialmente degli anziani e di chi soffre di malattie croniche. Proprio per studiare il fenomeno, l’Osservatorio Clima e Salute, nato grazie al progetto europeo Life+ A_GreeNet, ha appena pubblicato il suo primo rapporto “Il verde urbano per contrastare i cambiamenti climatici e le ondate di calore”, lanciando un allarme chiaro e urgente. In particolare, le ondate di calore che colpiscono l’Abruzzo e le Marche stanno avendo un impatto imponente sulla salute dei cittadini e il quadro che emerge è allarmante. Le tendenze climatiche in atto, infatti, non fanno che aggravare una situazione già critica: le città si trasformano in trappole di calore, e la popolazione, specialmente gli anziani, ne sta pagando il prezzo più alto. 

Il rapporto, che si basa sui dati dell’estate 2023, rileva che le temperature hanno superato costantemente i 30°C per settimane consecutive in molti dei nuclei urbani analizzati. A essere presi in esame, poiché rappresentano aree urbane densamente popolate e fortemente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, sono stati i Comuni di Pescara, Ancona, Alba Adriatica, San Benedetto del Tronto, Martinsicuro, Giulianova, Pineto, Roseto degli Abruzzi e Silvi. 

Il rapporto non si limita a fornire un quadro dettagliato della situazione attuale, ma propone anche una serie di soluzioni pratiche per adattare le città agli effetti sempre più intensi del cambiamento climatico. Tra queste, l’importanza del verde urbano: la creazione di parchi, giardini e spazi verdi all’interno delle città può non solo offrire zone di ombra e fresco per i cittadini, ma anche contribuire a migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’inquinamento e favorire la biodiversità. Le cosiddette infrastrutture blu, come vasche d’acqua, fontane e laghetti urbani, sono altrettanto importanti per mitigare il caldo. Questi sistemi non solo abbassano le temperature, ma aiutano anche a gestire meglio le risorse idriche in caso di precipitazioni estreme. Un’altra soluzione essenziale è rappresentata dalla rimozione delle superfici impermeabili, come strade e piazze asfaltate, che impediscono l’assorbimento dell’acqua piovana in caso di forti piogge ma al tempo stesso contribuiscono a creare l’effetto “isola di calore“. Rimuovere queste superfici e sostituirle con suoli vegetati permette di ridurre le temperature e migliorare la capacità del terreno di trattenere l’acqua, contribuendo così anche alla prevenzione di alluvioni. È inoltre fondamentale una pianificazione urbana a lungo termine, che includa l’utilizzo di materiali riflettenti per ridurre l’assorbimento del calore e l’introduzione di tetti verdi, aree verdi e corridoi ecologici all’interno delle città, in modo da migliorare la ventilazione naturale e mitigare l’effetto isola di calore.  

Primo Rapporto dell’Osservatorio Clima e Salute del progetto Life+ A_GreeNet