Un recente studio pubblicato su Nature Communications e dal titolo “The mortality impacts of greening Italy” ha valutato i benefici impatti sulla salute degli spazi verdi, con una quantificazione di questi benefici tramite l’utilizzo di satelliti per stimare in Italia il numero di decessi che potrebbero essere evitati tra i 49 milioni di abitanti adulti se le aree residenziali venissero rese più verdi.
L’esposizione della popolazione al verde è stata calcolata, con una risoluzione di 10 metri, entro una distanza di 300 metri dalle abitazioni in 7.904 comuni italiani. La ricerca stima che, se si raggiungesse a livello nazionale il livello di verde residenziale di cui attualmente beneficia il 25% della popolazione, un totale di 28.433 morti l’anno sarebbe prevenibile (di cui oltre 12.000 solo nei comuni capoluoghi di provincia) e che nel 2022 il 5% del totale di mortalità registrato sarebbe stato evitato. Quest’ultimo dato sale al 6,3% se si prendono in considerazione i comuni con più di 120.000 abitanti, evidenziando la necessità di una diffusione ampia di aree verdi nelle città più grandi e quindi molto spesso più congestionate dal traffico, dall’inquinamento atmosferico e acustico, e con fenomeni ben specifici come quello delle isole di calore urbane.
Più verde significa meno morti ed è quindi necessaria un’azione forte per aumentare la quantità e l’accessibilità degli spazi verdi in tutti gli insediamenti; l’esposizione al verde dipende, infatti, non solo dalla quantità di alberi o prati presenti, ma anche dalla loro distribuzione spaziale in rapporto alla popolazione. Le aree verdi lontane dalle abitazioni non contribuiscono all’esposizione residenziale.
Gli effetti positivi del verde sulla salute, ricorda lo studio, riguardano anche la “capacità di ripristino” (ossia effetti benefici su cognizione e attenzione, salute mentale, umore, ansia, stress psicofisiologico e risultati clinici) e la “capacità di sviluppo” (impatti sugli esiti della nascita, sistema immunitario, vita attiva, peso, funzione cardiovascolare, coesione sociale). Inoltre, è stato dimostrato che gli alberi in ambiente urbano hanno benefici specifici nel benessere sociale (rafforzano i legami comunitari, aumentano l’attività fisica, diminuiscono l’aggressività e la violenza, riducono la criminalità), lo sviluppo cognitivo e l’istruzione (migliorano il rendimento degli studenti, riducono lo stress, aumentano la concentrazione, migliorano l’attenzione e l’autodisciplina), l’economia e le risorse (alto ritorno sugli investimenti, sostengono il turismo, aumentano i prezzi delle case e degli affitti, riducono il consumo energetico e le bollette, promuovono la sostenibilità alimentare, forniscono risorse e legna da ardere), la mitigazione dei cambiamenti climatici e habitat (riducono l’effetto isola di calore urbano, immagazzinano e sequestrano carbonio, forniscono habitat critici) e come infrastrutture verdi (gestiscono l’acqua piovana e proteggono la vita acquatica e terrestre).



