La siccità e le ondate di calore estreme, singolarmente e in combinazione, si stanno intensificando, a causa delle emissioni antropogeniche di gas serra. Tuttavia, una valutazione comparabile a livello globale e transnazionale dei rischi futuri posti da questi eventi rimane una lacuna importante. Una nuova analisi pubblicata su Geophysical Reasearch Letters dal titolo “Compound Hot-Dry Extremes Amplify Disproportionate Climate Risks for Low-Income Nations“ mostra come, con le politiche attuali, che porteranno a un riscaldamento di circa 2,7°C entro il 2100, quasi il 30% della popolazione mondiale (circa 2,6 miliardi di persone) potrebbe trovarsi ad affrontare un aumento delle ondate di calore estreme combinate a lunghi periodi di siccità.
Si prevede che le nazioni insulari tropicali subiranno gli aumenti più gravi delle ondate di calore estreme combinate. Ancora più allarmante è che si prevede che i Paesi a basso reddito, pur contribuendo minimamente alle emissioni globali, ne soffriranno più frequentemente rispetto ai Paesi ad alto reddito. Questi risultati sottolineano l’urgente necessità di azioni politiche immediate e incentrate sull’equità per affrontare le disparità socio-economiche aggravate dai cambiamenti climatici.
Quando i ricercatori hanno suddiviso le terre emerse in celle su una griglia e hanno confrontato la frequenza di ondate di calore e periodi di siccità in ciascuna cella, hanno scoperto che, in media, le aree terrestri del pianeta hanno subito circa quattro eventi di caldo e siccità all’anno dal 2001 al 2020. Secondo le loro stime, si tratta di una frequenza circa doppia rispetto al periodo preindustriale, dal 1850 al 1900. Per valutare come le condizioni potrebbero evolversi entro la fine di questo secolo, il team ha analizzato 152 simulazioni esistenti basate su otto modelli climatici, considerando diversi scenari di crescita demografica e riscaldamento globale delineati nel Sesto Rapporto di Valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Per questo studio, gli eventi di caldo e siccità sono stati definiti come giorni con una temperatura massima nel 10% superiore e almeno una siccità moderata, entrambi rispetto ai dati di riferimento del periodo 1961-1990. Gli scienziati sottolineano, infine, come più il clima diventa caotico, più diventa difficile fare previsioni.



