Legambiente, insieme ai promotori del Manifesto europeo dei ghiacciai e ai rappresentanti di ONG ed enti di ricerca di diversi Paesi UE, durante un flash mob sull’Adamello, ha esposto uno striscione di 4 metri x 4 e formato una catena umana circolare per chiedere una governance europea che tuteli i ghiacciai minacciati dalla crisi climatica. L’Adamello rappresenta purtroppo molto bene quanto sta accadendo: nel 2024 ha registrato un importante arretramento della fronte di 127 metri, un dato preoccupante e in costante crescita.
Si è aperta così, con un’azione collettiva e internazionale, l’anteprima di Carovana dei ghiacciai 2025 di Legambiente che ha visto la partecipazione del CAI, della Fondazione Glaciologica Italiana (già Comitato Glaciologico Italiano), di CIPRA ITALIA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi), – promotori insieme a Legambiente del “Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse” – e di una numerosa rappresentanza degli oltre 80 sottoscrittori del Manifesto, tra enti pubblici e privati, ONG, progetti europei, enti di ricerca e altre organizzazioni. Tra i presenti sull’Adamello anche: AGRAP (Associazione Gestori Rifugi del Piemonte); CAA Club Arc Alpin; CAI Alto Adige; CIPRA France; CIPRA Sud Tirolo; CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale); Legambiente Lombardia; Legambiente Trento; Lipu; Mountain Wilderness Italia; Politecnico di Milano Dipartimento Ingegneria; Progetto Interreg Alpine Space Waterwise; Protect Our Winters Italy; WWF Italia.
Per Legambiente e i firmatari del Manifesto europeo, per contrastare la crisi climatica in atto occorre agire subito in sinergia mettendo al centro le 8 azioni indicate dal Manifesto a partire da una governance europea e da un monitoraggio costante dei ghiacciai. Due azioni fondamentali per garantire un futuro sostenibile ai giganti bianchi e alle comunità che da essi dipendono.
SOS ADAMELLO: Se nel 2024 il ghiacciaio dell’Adamello ha registrato un importante arretramento della fronte del ghiacciaio, 127 m rispetto alla posizione del 2023 (fonte: SAT), c’è da dire che questo dato si inserisce in un trend pluriennale di forte regressione: nel 2022 l’arretramento era stato di 114 metri (fonte: SAT), mentre nel 2021 di 90 metri (fonte SAT), segnalando un’accelerazione del ritiro frontale. Il bilancio di massa 2024, calcolato attraverso l’interpolazione dei dati delle paline glaciologiche, della linea di equilibrio e dei rilievi degli accumuli, risulta pari a -0,36 metri di acqua equivalente rispetto al 2023 (fonti: SGL, SAT, PAT). Si tratta di un dato negativo, ma meno grave rispetto all’eccezionale perdita del 2022, quando il bilancio di massa aveva superato i -2 metri di acqua equivalente (fonti: SGL, SAT, PAT), a causa delle anomalie termiche e dello scarso accumulo nivale durante l’inverno.




