I benefici dell’adattamento superano di gran lunga i costi, eppure ad oggi nel mondo vengono spesi solo un terzo dei fondi necessari per proteggere tutti coloro che sono esposti ai rischi secondo gli standard delle economie sviluppate. A fare il punto sui finanziamenti per l’adattamento e sui rischi portati dagli eventi meto estremi è il McKinsey Global Institute, fondato nel 1990 con lo scopo di analizzare le tendenze economiche globali, con il Rapporto Advancing Adaptation.

L’analisi parte dalla consapevolezza che esistono ad oggi già molte misure di adattamento collaudate ed economicamente vantaggiose, e ne esamina venti, in particolare rispetto al contrasto di caldo torrido, incendi, siccità prolungata e inondazioni intense. Attualmente, il mondo spende 190 miliardi di dollari all’anno per difendersi dagli eventi meteorologici estremi. Questa spesa porta 1,2 miliardi di persone agli standard di protezione delle economie sviluppate, ma fornire lo stesso livello di protezione a tutti i 4,1 miliardi di individui che vivono in luoghi esposti ai rischi climatici, e che oggi potrebbero trovarsi ad affrontare compromessi e difficoltà nell’adattamento, costerebbe 540 miliardi di dollari.

Preoccupa, in particolare, l’esposizione al caldo, l’aumento delle ondate di calore e dei periodi di siccità, che aumenteranno maggiormente viste le attuali traiettorie di emissioni, che portano a scenari in cui il mondo si riscalderà di 2°C rispetto ai livelli preindustriali entro il 2050. Ciò potrebbe esporre ulteriori 2,2 miliardi di persone allo stress da calore e 1,1 miliardi in più alla siccità.

Al contrario, le inondazioni costiere minaccerebbero “solo” 40 milioni di persone in più. Con un aumento della temperatura di 2°C, mantenere gli attuali livelli di protezione costerebbe 2,5 volte di più rispetto alla spesa odierna, mentre per raggiungere gli standard dei paesi sviluppati ne servirebbero 6,2 volte di più. Dei circa 1.200 miliardi di dollari necessari a livello globale per raggiungere tali standard, più della metà sarebbe destinata al condizionamento dell’aria e all’irrigazione. Un aumento della spesa in linea con la crescita economica prevista potrebbe coprire il 60% dei costi totali, ma rimarrebbero delle lacune nei paesi a basso reddito.

Con un aumento della temperatura di 2°C, i benefici superano i costi con un rapporto di sette a uno, ma fattori come la capacità di spesa, le priorità di spesa concorrenti, le difficoltà di azione collettiva, gli ostacoli operativi e la volontà politica complicano l’attuazione. In futuro, la capacità di finanziare e ampliare l’adattamento – e la mitigazione – così come l’evoluzione dei danni derivanti da eventi meteorologici estremi e i limiti dell’adattamento, determineranno i rischi che le società dovranno sopportare.