Allarmanti i dati contenuti all’interno dell’ultimo Rapporto europeo sul clima, pubblicato a fine aprile e realizzato dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Ecmwf) che gestisce il servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, e dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO). Il Rapporto sottolinea come il nostro continente, a partire dagli anni ’80, si sia riscaldato a un ritmo doppio rispetto alla media globale, ed è quello che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra.
Lo scorso anno circa il 95% delle aree europee ha registrato temperature medie annuali superiori alle medie storiche, con temperature record in particolare le regioni subartiche e la Scandinavia, dove si sono raggiunti i 34,9°C a Frosta, in Norvegia. Come conseguenza diretta delle temperature in aumento, i ghiacciai di tutte le regioni hanno registrato una perdita netta di massa, con la calotta glaciale della Groenlandia che ha perso circa 139 gigatonnellate di ghiaccio e l’estensione e la massa del manto nevoso a fine stagione che sono risultate entrambe le terze più basse mai registrate.
Tra gli altri punti chiave della pubblicazione emergono le situazioni critiche derivate dall’assenza di piogge per periodi prolungati con di conseguenza la superficie bruciata dagli incendi (nonché le emissioni derivanti dagli stessi) che hanno raggiunto livelli record.
Il 2025 ha visto forti contrasti regionali nelle condizioni idrologiche risultando in uno dei tre anni più secchi per l’umidità del suolo dal 1992, la portata annuale dei fiumi inferiore alla media nel 70% dei corsi d’acqua. Tempeste e inondazioni hanno interessato alcune aree, ma nel complesso le precipitazioni estreme e le inondazioni sono state meno diffuse rispetto agli anni precedenti.
Uno degli aspetti più drammatici riguarda i dati della temperatura media annua della superficie dei mari europei che ha raggiunto il valore più alto mai registrato e un numero record dell’86% delle acque continentali che ha sperimentato condizioni di ondata di calore marina almeno “intensa”. A questi dati si aggiungono quelli più recenti registrati dal Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus per aprile 2026, quando si sono verificate le seconde temperature superficiali marine più elevate da inizio misurazioni per gli oceani extra-polari. A livello globale, aprile è stato anche il terzo aprile più caldo a pari merito mai registrato, con temperature medie di 1,43°C sopra i livelli preindustriali.



