Uno studio pubblicato su Nature Communications dal titolo “Global patterns of inequality in pedestrian shade provision” rivela che l’ombra pedonale, una strategia cruciale per mitigare il calore urbano, è distribuita in modo diseguale nelle città analizzate. I quartieri a basso reddito e periferici ricevono costantemente molta meno ombra sui marciapiedi rispetto alle zone più ricche, nonostante una maggiore vulnerabilità al calore. Questa disparità esiste persino nelle città con un’elevata copertura verde complessiva.

Nonostante la creazione di zone d’ombra rappresenti la strategia più efficace per mitigare il calore nelle città, la sua distribuzione rimane estremamente disomogenea. Utilizzando simulazioni ad alta risoluzione dell’ombreggiamento proiettato da edifici e alberi nelle aree pedonali, combinate con dati socioeconomici a livello di quartiere, i ricercatori hanno valutato la disponibilità di ombra in nove città climaticamente e geograficamente diverse: Amsterdam, Barcellona, ​​Belém, Boston, Hong Kong, Milano, Rio de Janeiro, Stoccolma e Sydney. I risultati dello studio rivelano un modello di disuguaglianza spaziale e socioeconomica comune a tutte le aree urbane: i quartieri a basso reddito e periferici tendono a ricevere molta meno ombra sui marciapiedi, nonostante siano più vulnerabili al calore. In particolare, la disuguaglianza persiste anche nelle città con un’elevata copertura complessivamente ombreggiata, dove le aree più ricche beneficiano di un’abbondanza sproporzionata.

In molte regioni, in particolare negli Stati Uniti, la densità degli alberi nei quartieri più poveri è inferiore del 41% rispetto a quella dei quartieri più ricchi, e i residenti a basso reddito spesso corrono un rischio maggiore legato al surriscaldamento. Sebbene gli alberi siano fondamentali, lo studio evidenzia come sia la morfologia degli edifici che le infrastrutture verdi contribuiscano a questa distribuzione disomogenea dell’ombra, rafforzando le disuguaglianze socio-spaziali.

Concentrandosi sugli spazi pedonali pubblici, piuttosto che sulla copertura generale, questo studio evidenzia l’importanza di misurare il carico termico attraverso l’analisi dell’esperienza umana e auspica strategie di adattamento incentrate sull’equità che mirino a fornire ombra dove è più necessaria, in particolare nelle comunità svantaggiate ed esposte.