Un nuovo studio dal titolo “Severe floods significantly reduce global rice yelds“, pubblicato su Science Advances e condotto da Zhi LiLorenzo RosaSteven Gorelick della Stanford University, ha analizzato gli impatti delle alluvioni sulle coltivazioni di riso, alimento base per oltre metà della popolazione mondiale. Sebbene la riduzione delle rese di riso dovuta alla siccità sia ben nota, anche le inondazioni che arrivano a sommergere le piante completamente, per almeno una settimana, possono portare alla totale perdita dei raccolti.

Considerando le fasi di crescita del riso, utilizzando un modello di dinamica delle inondazioni e differenze nelle differenze, lo studio ha valutato l’impatto causale della sommersione delle colture di riso sulle perdite di resa dal 1980 al 2015. A livello globale, queste inondazioni hanno ridotto la resa annuale del 4,3%, con perdite del 14% sulla costa orientale della Cina. Dal 2000, le perdite di resa sono aumentate a causa di inondazioni estreme più frequenti, una tendenza che si prevede continuerà. I risultati evidenziano la necessità di varietà cultivar di riso resistenti alle inondazioni per mitigare i rischi e sostenere la sicurezza alimentare globale, nonché di attuare strategie di adattamento contro le perdite dovute sia alle inondazioni che alla siccità. Quest’ultima, sempre per il periodo 1980-2015, ha ridotto i raccolti dell’8,1%.

Tra gli esempi più impattanti le inondazioni del 2008 in India che hanno danneggiato 1 milione di ettari di risaie da giugno a settembre. L’alluvione del 2011 nel Sud-est asiatico è stato uno degli eventi più devastanti: ha colpito sette Paesi, causato 1.302 morti e coinvolto 9 milioni di persone. 

Lo studio stima che possa verificarsi un aumento del 13% di precipitazioni estreme nelle aree ad alta produzione, come Cina e India, rispetto alla media registrata nel periodo di riferimento (1980-2015).