Il Global Water Monitor Consortium, di cui fanno parte enti di ricerca australiani, americani, olandesi, tedeschi e austriaci, riunisce organizzazioni pubbliche e private, raccogliendo dati integrandoli con osservazioni satellitari e terrestri. Il terzo rapporto annuale Global Water Monitor identifica le tendenze chiave, a livello globale, e analizza i principali eventi legati alla risorsa idrica, quali precipitazioni, temperatura, umidità dell’aria, condizione dei corsi d’acqua e nei laghi, le risorse idriche nel suolo e nel sottosuolo. 

L’anno 2024 è stato un anno di estremi e diffusi, continuando la tendenza ad avere inondazioni più intense, siccità prolungate ed eventi estremi da record. Questi cambiamenti hanno un impatto sulla disponibilità di acqua e aumentano i rischi per le vite umane, le infrastrutture e gli ecosistemi naturali.

Il rapporto rileva come l’aumento delle temperature, causato dalla combustione di fonti fossili, sta aumentando la forza e l’intensità delle precipitazioni dei monsoni, dei cicloni e di altri sistemi tempestosi. Al tempo stesso, le temperature globali continuano ad aumentare rapidamente, con quella dell’aria sulla superficie terrestre che ha raggiunto il massimo storico, 1,2°C al di sopra della media del periodo 1995-2005. Più della metà della popolazione mondiale ha vissuto l’anno più caldo mai registrato, mentre 34 Paesi hanno stabilito nuovi record di temperatura massima.

Nel 2024, i mesi con precipitazioni record sono stati il ​​38% più comuni rispetto al periodo di riferimento 1995-2005, mentre le precipitazioni estreme avvenute nell’arco di 24 ore sono state più frequenti del 52%.

I danni causati da eventi meteo estremi che riguardano l’acqua hanno causato oltre 8.700 morti, 40 milioni di sfollati e danni per oltre 550 miliardi di dollari lo scorso anno. Inondazioni improvvise, frane e cicloni tropicali sono stati i peggiori tipi di disastri in termini di vittime e danni economici. Le prospettive per il 2025 mostrano addirittura maggiori rischi: le previsioni climatiche stagionali e le attuali condizioni dei bacini idrografici segnalano un potenziale peggioramento della siccità in parte del Nord America, nell’Africa meridionale e in alcune parti dell’Asia. Le regioni più umide come il Sahel e l’Europa, invece, potrebbero trovarsi ad affrontare un elevato rischio di inondazioni.