La città spagnola di Valencia ha avviato un programma municipale per sviluppare una rete di “rifugi climatici”. Si tratta di strutture pubbliche quali biblioteche, centri civici, centri per anziani, scuole, che rappresentano luoghi di protezione della popolazione rispetto alle ondate di calore. Inoltre, in tutta la città sono state posizionate 50 postazioni di acqua filtrata per il rifornimento di borracce riutilizzabili; tutte le informazioni sono consultabili facilmente sui siti web dell’Ufficio per il Clima e l’Energia di Valencia — che elenca i rifugi climatici della città — e di Visit València, che mappa la posizione delle fontanelle cittadine di acqua filtrata e refrigerata.
A Valencia, negli ultimi anni, è stato protagonista anche un progetto europeo Horizon 2020, GrowGreen, che ha introdotto e sperimentato Nature-based Solutions (NbS) per contribuire all’adattamento ai cambiamenti climatici, rafforzando la rete dei rifugi climatici attraverso interventi permanenti nello spazio pubblico. Il progetto si concentra nel quartiere Ciutat Fallera, area caratterizzata da fragilità socio-economica (alto tasso di disoccupazione, popolazione anziana, infrastrutture degradate) e forte vulnerabilità climatica (estati molto calde, precipitazioni scarse e sempre maggiore esposizione a eventi climatici estremi).
In particolare, sono stati realizzati una parete vegetata nel cortile di una scuola, un tetto verde, un “bosco urbano” e un corridoio verde-blu che collega spazi urbani. Questi interventi migliorano l’ombreggiamento e il comfort termico, riducono il deflusso delle acque piovane e incrementano gli spazi verdi fruibili, configurandosi come rifugi climatici all’aperto accessibili quotidianamente. Il progetto si propone anche come motore di rigenerazione urbana, inclusione e partecipazione cittadina attraverso il coinvolgimento dei residenti tramite workshop, concorsi di idee e laboratori e con la realizzazione di app per l’informazione.