Una recente pubblicazione della Arthur D. Little, società internazionale di consulenza per il miglioramento delle prestazioni gestionali delle aziende, dall’eloquente titolo “We are doomed, now what?” (Siamo condannati, e ora?) ha evidenziato l’importanza dell’adattamento ai cambiamenti climatici come parte di una serie più ampia di obiettivi di sostenibilità, insieme alla mitigazione degli impatti e al miglioramento della resilienza.

Altro aspetto sottolineato è quello delle molte sovrapposizioni tra adattamento e mitigazione, a partire dal miglioramento dell’efficienza nell’uso delle risorse. Il Rapporto sottolinea come il messaggio non debba essere quello di privilegiare l’adattamento rispetto alla mitigazione ma piuttosto che dovrebbe essere parte della risposta complessiva.

L’approccio è stato quindi quello di comprendere le sfide di adattamento che le aziende devono affrontare e poi di impostare il contesto fornendo un chiaro riepilogo degli impatti geofisici e biologici rilevanti di un cambiamento climatico di +3°C entro il 2100, basato sulle proiezioni dell’IPCC. Da qui sono state esplorate le diverse implicazioni dell’adattamento per una serie di possibili scenari con combinazioni specifiche di variabili economiche e comportamentali. 

Quattro le sfide identificate per le aziende:

  • Fonti: garantire la disponibilità e la catena di approvvigionamento di materie prime e risorse critiche. Le sfide secondarie includono la scarsità d’acqua, il calo della produzione agricola, l’accesso a materiali critici e l’interruzione delle rotte di approvvigionamento.
  • Produzione: adattare la produzione e altri processi industriali a un clima che cambia. Le sfide secondarie includono la garanzia delle forniture di energia e acqua, il miglioramento della produttività e il mantenimento di condizioni di lavoro sostenibili.
  • Proteggere: salvaguardare i siti e gli asset industriali dagli impatti dei cambiamenti climatici. Le sfide secondarie includono il rilevamento e l’allarme (di eventi meteorologici imprevisti), la protezione delle risorse, la progettazione resiliente, la riparazione dopo l’interruzione e il trasferimento dei siti.
  • Vendere: commercializzare beni e servizi competitivi e differenziati per soddisfare le esigenze dei consumatori in un clima che cambia. Le sfide secondarie includono lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi innovativi, l’adattamento a nuovi modelli di consumo e il cambiamento dei canali di vendita.

Infine, sono state identificate una serie di soluzioni di adattamento e di tecnologie rilevanti per le imprese indipendentemente dalle incertezze future. Il lavoro propone anche delle linee guida su come intraprendere il percorso di adattamento.

Scarica il Rapporto We are doomed, now what?