Il quartiere residenziale di Cognento a Modena è stato pensato come un intervento che a livello urbanistico ed edilizio combinasse le caratteristiche dell’ecosostenibilità. In particolare la risorsa idrica è stata al centro della progettazione dei 220 alloggi, in cui sono stati installate cisterne per la raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione ed un impianto di fitodepurazione. Ogni edificio è dotato di spazi verdi permettendo di lasciare permeabili le superfici che circondano il fabbricato e consentendo la
ricarica delle falde acquifere sotterranee mentre per favorire il risparmio d’acqua sono stati installati sistemi di rubinetteria ad hoc (a getto regolato, con acceleratori di flusso o a fotocellula), cassette per w.c. a basso consumo d’acqua (da 3 a 6 litri in meno), lavatrici con sistema acqua spar, decalcificatori, piccoli depuratori ad osmosi inversa, anticalcare magnetico per lavatrici e lavastoviglie, scaldacqua solare e miscelatori termostatici ed elettronici. Le cisterne per la raccolta delle acque meteoriche contribuiscono, con l’impiego di apposite elettropompe centrifughe, per la ricarica degli sciacquoni dei w.c. e per l’innaffiamento delle vicine aree verdi.
Altra caratteristica importante di questo quartiere, che ha oltre il 50% di abitazioni in edilizia popolare, è la “piazza giardino”. L’obiettivo non era solo sociale, ossia di creare spazi comuni per i cittadini, ma di realizzare un luogo avente un microclima gradevole durante tutto l’arco delle stagioni. Il progetto ha previsto infatti un’ampia area centrale a prato, all’interno della quale scorre un piccolo ruscello in ciottoli, con una profondità di 8 centimetri ed una larghezza massima di 50 ottenendo così un velo d’acqua mentre il resto della piazza è adibito a verde pubblico ma viene attraversata da un piccolo ruscello alimentato con acqua a ciclo continuo.
Nel lato nord/ovest della piazza vi è la cosiddetta “sala condominiale” che presenta una superficie coperta con “tetto verde-giardino” al fine di ottenere una vista gradevole dall’alto per gli edifici limitrofi, oltre che concorrere a ottimizzare il microclima nella piazza. L’impianto di fitodepurazione dimensionato per circa 700/1.000 abitanti è di tipo “integrato” (cioè con depurazione dell’acqua sanitaria, in uscita dalle case e delle acque meteoriche), la superficie dell’area è circa 1.200 mq con una profondità massima di 80 centimetri. Tale spazio include anche un ulteriore piccolo ambito per la riserva d’acqua depurata, necessaria in caso di lunghi periodi di siccità.

Sempre a Modena, ma nel quadrante sud del territorio comunale, sorge l’Ecovillaggio Montale. Anche in questo caso, tra i principi alla base dell’area residenziale, ci sono risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO2 e benessere delle persone. Gli edifici sono realizzati con particolare attenzione all’illuminazione naturale, agli ombreggiamenti ed al corretto orientamento per usufruire al meglio della luce solare. Sono, inoltre, presenti pannelli solari, fotovoltaico e solare termico.
Ecovillaggio Montale già dal 2010 utilizza il protocollo Passivhaus, largamente anticipando l’obbligo di costruire Nzeb (nearly zero energy building). Grazie alla riforestazione attuata mediante piantumazione di essenze autoctone e particolarmente attive nell’assorbimento di CO2, è possibile mitigare il caldo estivo sfruttando il potere di raffrescamento delle piante o assorbire le polveri inquinanti.
Particolare attenzione è stata data anche alla risorsa idrica, con lo sfruttamento delle acque piovane garantito da un sistema di raccolta e regimentazione delle acque che vengono trattenute e convogliate in falda per essere utilizzate al momento più opportuno.