Il progetto LIFE SEC ADAPT era finalizzato ad aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici dei Comuni coinvolti attraverso l’adesione all’iniziativa «Patto dei Sindaci per il clima e l’energia». Molti i Comuni coinvolti: Ancona, Ascoli Piceno, Fabriano, Fermo, Jesi, Macerata, Offida, Pesaro, Santa Maria Nuova, San Paolo di Jesi, Senigallia e Urbino. Tra i risultati del progetto vi è la redazione e l’adozione dei Piani di Adattamento a livello locale per ridurre, nel lungo periodo, gli impatti sociali, economici ed ambientali del cambiamento climatico.
L’uso di una metodologia comune ha favorito, inoltre, l’adozione di politiche ed azioni integrate su area vasta per implementare la Strategia Macro-regionale condivisa su clima ed energia.
I Piani di Adattamento che ne sono scaturiti sono stati redatti in base alle criticità ed esigenze dei singoli territori. Ad esempio a Pesaro l’orizzonte temporale di validità del Piano è stato di 3-6 anni per le azioni realizzabili in tempi brevi, mentre per quelle che richiedevano il loro sviluppo nel tempo è stato considerato il periodo fino al 2030. Tra le prime azioni il censimento delle aree verdi comunali propedeutico alla redazione del Piano del Verde, lo sviluppo di 19 ettari di aree boscate, la modifica del Regolamento Edilizio con l’obiettivo di aumentare la diffusione di sistemi di risparmio idrico e recupero delle acque piovane al fine di ottimizzare la risorsa idrica e limitarne il consumo.
A Urbino molta attenzione è stata data al patrimonio storico-culturale, con azioni volte a implementare un sistema di monitoraggio dinamico del patrimonio culturale, la manutenzione programmata del centro storico per il contrasto a ghiaccio e muschio, e la realizzazione di un database con i dati sui flussi turistici. Molte le azioni trasversali per la lotta agli incendi, al dissesto idrogeologico e al mantenimento dell’agricoltura biologica di qualità del territorio.
Senigallia, città vittima di alcune tra le più devastanti alluvioni avvenute nel territorio marchigiano, ha focalizzato l’attenzione su tre specifici temi: l’agricoltura e quindi l’erosione dei suoli e la carenza idrica; il dissesto idrogeologico e gli impatti sulle infrastrutture; il turismo. Tra le azioni per il settore agricolo si annoverano misure di sensibilizzazione delle imprese agricole del territorio sugli impatti del cambiamento climatico, la promozione di metodi di micro irrigazione per le colture agricole, l’installazione di vasche di recupero di acqua piovana per usi irrigui, riduttori di flusso nei rubinetti, docce e wc e riduttori di flusso negli edifici pubblici. Le azioni che riguardano il rischio idrogeologico il rafforzamento degli interventi di manutenzione, l’adeguamento del Regolamento Edilizio e la costituzione di un servizio di previsione idrometeorologico locale. Infine, per il turismo sono state incluse azioni di isolamento termico degli edifici (pubblici e privati), punti di rifugio nelle ore più calde e la destagionalizzazione dell’offerta turistica.
A Macerata, come nel piccolo comune di San Paolo di Jesi (AN) ci si è concentrati sull’adattamento del settore agricolo, in particolare con la promozione di tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale per la difesa del suolo, la promozione di metodi di micro-irrigazione per le colture agricole, l’installazione di vasche per il recupero dell’acqua piovana per usi irrigui, riduttori di flusso in edifici pubblici e privati, nell’ottica di salvaguardare la risorsa idrica specialmente in periodi siccitosi. Molto importante l’azione che riguarda la creazione di un elenco delle persone sensibili alle ondate di calore e la creazione di punti rifugio per le ore più calde. Un altro piccolo comune, Santa Maria Nuova (AN), si è dotato di un Piano di Adattamento molto incentrato sulla tutela del territorio agricolo, la difesa dei suoli, la riduzione dei consumi di acqua, la resilienza delle persone rispetto alle ondate di calore.
Simile approccio per i comuni di Fermo e Offida (AP), dove va sottolineata l’importanza data nel Piano alla formazione e sensibilizzazione delle aziende agricole del territorio rispetto all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Nel caso di Ascoli Piceno, oltre alle azioni già elencate per gli altri comuni, si evidenzia l’azione per prevenire allagamenti da piogge intense con l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali con disposizioni ed indirizzi tecnici per la realizzazione di spazi o superfici drenanti urbane, l’introduzione di premialità (bonus/sgravio fiscale) per promuovere superfici drenanti e rain gardens nelle proprietà private e la realizzazione di una superficie drenante in un’area pubblica.