Si susseguono anche a Los Angeles, in California, i lunghi periodi di siccità che minacciano, come in tante altre città al Mondo, le riserve idriche e il sostentamento di milioni di cittadini. Questa situazione ha portato l’amministrazione cittadina ad approvare un Piano per il riciclo delle acque reflue che prevede che il 70% dell’acqua sia di provenienza locale entro il 2035.

L’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dall’acqua importata che attualmente, fino al 90% di quella utilizzata, arriva direttamente dalla California settentrionale, dalle montagne della Sierra Nevada e dal bacino del fiume Colorado, adattandosi a un contesto mutato. Durante i periodi di siccità prolungata, infatti, il terreno rischia di diventare così secco da provocare due conseguenze opposte: può assorbire tutta l’acqua nuova, riducendo così il quantitativo che arriva a fiumi e bacini idrici oppure, all’opposto, il terreno può essere così secco da non riuscire ad assorbire l’acqua piovana e da farla defluire così rapidamente da provocare inondazioni. Questo significa che Los Angeles non può più fare affidamento su periodi relativamente brevi di pioggia o neve per cercare di alleviare i danni provocati dalla siccità.