Nel 2020, nell’ambito del progetto ADAPT (Assistere l’aDAttamento ai cambiamenti climatici dei sistemi urbani dello sPazio Transfrontaliero), sono stati redatti una serie di piani locali di adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle alluvioni in ambito urbano.
A Livorno, in particolare, ci si è basati sul contrasto di eventi temporaleschi intensi e improvvisi tenendo presente l’evento alluvionale che si è verificato nel settembre 2017, che ha causato nove vittime e milioni di euro di danni. In seguito all’evento sono state nuovamente definite le zone con pericolosità idraulica elevata e molto elevata. Le nuove analisi delle esondazioni hanno interessato i rii Cigna, Maggiore, Ardenza e Banditella, i torrenti Chioma, Uggione e Cignolo, i fossi Vallelunga, Querciaio, Felciaio e dela Puzzolente, i Bacini di Qurcianella.
Tra le azioni pilota di adattamento avviate dal Comune di Livorno spicca vi è la posa di una pavimentazione drenante su un tratto di carreggiata ove è consentita la sosta dei veicoli (in Via Montebello), soggetta a frequenti allagamenti in caso di precipitazioni intense, in modo che le acque meteoriche vengano parzialmente assorbite sul posto anziché defluire troppo velocemente nella rete fognaria.
Molte altre azioni pianificate riguardano il drenaggio delle acque piovane, come l’implementazione dei Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibili (SDUS), il recupero acque meteoriche, la realizzazione di bacini di infiltrazione e di ritenzione, i rain gardens. Per il ripristino della permeabilità dei suoli spicca l’intervento con pavimentazione autobloccante in Via Bartolena.
Ampio spazio viene dato alla realizzazione di tetti e pareti verdi, con l’obiettivo di trattenere una quota dell’acqua meteorica compresa tra il 30% e il 90%. Inoltre, il Comune ha approvato e avviato il progetto che prevede la piantumazione di 320 alberi, tutti di alto fusto (3 metri/3 metri e mezzo), a partire da novembre 2019.
Non mancano le azioni di monitoraggio, come l’aggiornamento del quadro conoscitivo del sistema di
drenaggio del territorio urbanizzato, l’integrazione delle reti di monitoraggio pluvio-idrometriche e la redazione dell’atlante urbano degli elementi ricadenti in aree a pericolosità idraulica.
Fondamentale anche il quadro di azioni per la prevenzione del rischio, con lo sviluppo di un sistema di allerta precoce con info dettagliate, la revisione del Piano Comunale di Protezione Civile, la sensibilizzazione della cittadinanza ai potenziali rischi, attività con le scuole e l’adozione e integrazione di nuove tecnologie.