Con l’obiettivo di aiutare a capire come ottimizzare le risorse idriche in una determinata zona agricola è stata creata l’app Quifer, che si è anche aggiudicata la prima edizione digitale dello Space App Camp dell’Esa.

La app innovativa utilizza i dati di osservazione satellitare della Terra ed è frutto del lavoro del team dell’Istituto Cartografico e Geologico della Catalogna nell’ambito del telerilevamento. L’applicazione analizza i dati per stimare il processo di deformazione del suolo con incredibile precisione in modo da capire con tempestività ed accuratezza la condizione delle risorse idriche ed eventualmente intervenire.

Un altro strumento è rappresentato da SaferPlaces. Si tratta di una piattaforma tramite cui esaminare la vulnerabilità del territorio ad alluvioni, straripamenti di fiumi e mareggiate, e quindi guidare la progettazione sicura degli interventi urbani. Il sistema analizza ed incrocia vari dati – climatici, idrologici, idraulici, topografici ed economici – per costruire modelli che aiuteranno il pianificatore ad individuare le zone a maggiore rischio idrogeologico e a quantificare la portata dei danni potenziali.
Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla GECOsistema Srl, azienda specializzata nella consulenza ambientale, ed è stato già impiegato in progetti di riqualificazione urbana in Spagna, in Germania e in Italia. A Rimini, in particolare, il servizio è stato impiegato per la progettazione del Parco del Mare. Esaminando gli scenari di una possibile inondazione costiera, è stato deciso di costruire una zona verde che innalzerà la costa 2.85 metri oltre il livello del mare e, inoltre, trattandosi di un terreno non impermeabile, aiuterà a drenare l’acqua esondata prima che raggiunga il centro.