La più grande città scozzese, che ha ospitato la COP26 nel 2021, ha stabilito obiettivi ambiziosi proprio in relazione alla gestione dell’acqua, e del fiume Clyde, in maniera sostenibile. Entro il 2020 in Scozia dovevano essere tagliate le emissioni climalteranti del 42%, come previsto anche dal Piano Clima di Glasgow. I risultati parlano di un taglio vicino al 46% ma il nuovo obiettivo, previsto dal Parlamento scozzese e molto più stringente rispetto a quello dell’UE, prevede una riduzione per il 2050 dell’80%.

In particolare si sta puntando all’ammodernamento del ciclo dell’acqua con misure per il contenimento degli eventi meteorologici, attraverso la realizzazione di un piano di drenaggio delle acque superficiali che usi le aree verdi. Tutto il sistema fognario, di depurazione e di distribuzione è sottoposto da anni ad ammodernamento; dal 2006 al 2010 le perdite sono state diminuite di un terzo. A Glasgow, inoltre, non mancano i siti di orti urbani per i cittadini, mentre l’educazione alla sostenibilità, coinvolge oltre trecento scuole.

Anche l’efficienza energetica fa parte degli obiettivi, per questo motivo la città vuole diventare un esempio realizzando una rete elettrica intelligente, in questo modo sarà possibile interscambiare consumo e produzione, anche dei piccoli impianti, e scegliere gli orari migliori in cui acquistare energia. Una parte del proprio calore dovrebbe arrivare dal recupero di biogas, ottenuto dagli impianti di compostaggio dei rifiuti organici e poi distribuito attraverso reti di teleriscaldamento. In generale tutto il settore della raccolta differenziata è in miglioramento, così come quello dei trasporti. Qui oltre alla ristrutturazione della metropolitana è in corso la realizzazione di una rete di autobus veloci a grande capienza che viaggiano in sede riservata.

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Glasgow – Regno Unito

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