La Regione Emilia-Romagna ha avviato, nel 2021, il percorso partecipativo sulla Strategia integrata per la difesa e l’adattamento della costa regionale, dal titolo “Che costa sarà?”, con l’obiettivo di dotarsi di uno strumento dedicato come un Patto o Contratto di Costa, con il coinvolgimento degli Enti territoriali e dei portatori di interesse locali, per ridurre la vulnerabilità delle coste e aumentarne i sistemi di difesa e il livello di adattamento, con particolare riferimento ai processi erosivi e degli effetti dei cambiamenti climatici.

Gli elementi del Patto o Contratto di Costa già definiti, includono la condivisione di un Documento preliminare, con le motivazioni, gli obiettivi generali e le linee di indirizzo per la costruzione della Strategia GIDAC, pubblicato a gennaio 2021; un’analisi conoscitiva degli aspetti ambientali e del sistema fisico costiero, incluse le connessioni alle attività antropiche, le aree naturali, le aree urbane e le infrastrutture; l’elaborazione di un Documento strategico che contiene un quadro conoscitivo esteso e aggiornato e individua obiettivi e un piano di azioni da implementare, dal breve al lungo termine; l’attivazione di un processo partecipativo con gli Enti territoriali locali e i portatori d’interesse sulla costa, per la condivisione e affinamento del quadro conoscitivo e per la costruzione della Strategia.

Le misure per la riduzione della vulnerabilità e del rischio costiero includono la conservazione delle morfologie costiere nelle aree meno interessate da processi di antropizzazione, la ricostituzione di elementi di naturalità e dell’apparato morfologico e vegetazionale del cordone dunoso – laddove possibile – nelle zone urbanizzate, la pedonalizzazione dei lungomare, per consentire la continuità tra l’arenile e l’edificato retrostante, il trasferimento del traffico veicolare su tracciati alternativi, il mantenimento e, quando possibile, il ripristino dei varchi tra l’entroterra e il mare. Tutte misure che possono contribuire al rafforzamento della resilienza di questo ambito.

Viene poi sottolineato come la pianificazione e la gestione di aree particolarmente esposte ai fenomeni erosivi devono essere orientate a creare spazi per l’esplicarsi naturale delle dinamiche marine e a ridurre, o evitare, i possibili danni diretti ai beni esposti a eventi meteo-marini. Al contempo, rappresentano un’opportunità di riqualificazione delle strutture balneari per il rilancio del turismo marino-costiero e per l’incremento della sua sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. I progetti di riqualificazione e trasformazione dei fronti mare dovranno considerare le condizioni locali di pericolosità e di rischio per erosione, alluvione e ingressione marina e prevedere l’incorporamento nel progetto di soluzioni di adattamento agli scenari di pericolosità, mappati dal PGRA per l’ambito costiero.

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