Il piano storico regionale di Copenhagen nasceva già con un approccio di adattamento al clima nel lontano 1949; denominato il “piano delle cinque dita”, incanalava lungo 5 assi l’espansione urbana con 5 direttive realizzate da corridoi verdi ed un sistema di viabilità ferroviario che collegava le 5 “dita” al centro della città. Il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici è stato aggiornato nel 2011 sulla base della storia urbanistica della città e, consapevoli del fatto che in futuro ci saranno inondazioni più frequenti e di intensità maggiore che potrebbero avere serie conseguenze finanziarie per la città, si è deciso di agire sulla base di 3 metodi di adattamento:

allargare il sistema fognario: essendo ad oggi la rete di drenaggio piena il nuovo sistema di scarico deve essere disposto in tutta la città al fine di creare delle capacità extra;
utilizzare nuovi sistemi di drenaggio urbano superficiali in grado di gestire localmente l’acqua piovana, ritardando il deflusso in fogna in modo che non sia necessario scavare in profondità per nuove tubazioni;
guidare il flusso di acqua in caso di alluvioni dirottandolo verso luoghi non sensibili all’allagamento, come ad esempio parcheggi e parchi. Questo metodo è pertinente soprattutto nelle aree più sensibili alle inondazioni.

In generale per aiutare a prevenire il tipo di inondazioni improvvise più pericolose Copenhagen ha lanciato il piano di gestione “Cloudburst”, una serie di strade verdi e parchi che fungono da bacini per catturare e assorbire l’acqua piovana in eccesso.