La tempesta che ha devastato il villaggio di Nzove, in Burundi, nell’aprile 2018 ha avuto impatti drammatici per i raccolti e, di conseguenza, per il sostentamento dell’intera popolazione. Oltre a quello specifico evento, durato oltre 12 ore, sono sempre più frequenti le condizioni meteorologiche estreme che stanno colpendo questo Paese africano, mentre le temperature medie sono previste in aumento tra 1,5 e 2,5°C entro il 2050, portando a stagioni secche prolungate, maggiori inondazioni e una maggiore erosione dei suoli.

Queste condizioni metteranno ancor di più a dura prova l’agricoltura, la sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua. Per questi motivi un progetto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) finanziato dall’Adaptation Fund sta aiutando oltre 2.000 agricoltori ad adottare soluzioni basate sulla natura per adattarsi alle condizioni meteorologiche meno prevedibili in Burundi. In collaborazione con il Ministero dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’allevamento del Burundi, il progetto, denominato “Adattamento ai cambiamenti climatici nel bacino del Lago Vittoria”, ha fornito finanziamenti e formazione alle cooperative agricole per piantare 230.000 alberi, tra cui avocado e grevillea (un arbusto), per aiutare a prevenire la contaminazione dei suoli e la loro erosione. Non solo gli alberi e le piante assorbono anidride carbonica, ma svolgono funzioni di protezione dei luoghi naturali grazie alle radici che mantengono il terreno in posizione, mentre le loro chiome forniscono ombreggiamento, rallentando l’evaporazione e bloccando l’umidità nel terreno.

In questa regione, gli agricoltori tendono a coltivare il terreno verticalmente lungo il pendio, il che rende lo strato superiore del terreno ancora più suscettibile all’erosione dovuta a precipitazioni sempre più estreme. Per evitare che il terreno scivoli lungo il fianco della collina, il progetto sta aiutando gli agricoltori a costruire terrazzamenti lungo i bordi di 240 ettari di terreno agricolo e successivamente a stabilizzare i terrazzamenti piantando “erba elefante” lungo i loro margini.

I risultati sono stati subito visibili, con i raccolti di fagioli e manioca che sono aumentati, come incrementata è la capacità di nutrire animali d’allevamento come le capre. I terrazzamenti aiutano a trattenere l’acqua, mantenendo la terra umida e favorendo i raccolti. 

Più a valle, sono molti gli impatti sulla biodiversità del lago Rweru, a causa della crescente erosione e delle frane a monte, della riduzione delle precipitazioni che ha abbassato il livello dell’acqua nel lago e dei nutrienti trasportati dalle inondazioni dalle aree montuose deforestate che hanno abbassato il livello di ossigeno nell’acqua. Il limo, inoltre, ostruisce le branchie dei pesci e rovina i terreni di deposizione delle uova. Nelle parti del lago vicino a dove sono stati costruiti i terrazzamenti si sono osservati già dei miglioramenti della qualità dell’acqua, suggerendo una potenziale inversione di tendenza per gli stock ittici impoveriti.

Circa 30 pescatori hanno ricevuto sostegno dal progetto, con l’installazione di un nuovo forno per l’essiccazione del pesce, che permette una conservazione più duratura. Non solo viene sprecato meno pesce, ma il prodotto finale può ottenere un ricarico sul mercato del 50% per la sua migliore qualità. L’essiccatore utilizza quasi il 97% in meno di legna da ardere rispetto agli affumicatori tradizionali, riducendo la deforestazione e fornendo ulteriore protezione all’ecosistema del lago.