A Bristol, nel Regno Unito, rafforzare la preparazione al caldo e la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici è uno degli obiettivi principali degli strumenti di pianificazione e delle azioni che si stanno adottando in questi anni. La prima “Green Capital” del Regno Unito, nel 2015, è stata anche la prima amministrazione comunale a dichiarare l’emergenza climatica e, successivamente, anche un’emergenza ecologica.
“Keep Bristol Cool Framework” è l’insieme di misure e iniziative lanciate nel 2023 che si concentrano sugli impatti delle ondate di calore, sempre più lunghe e frequenti. Sono state definite quattro aree chiave di intervento necessarie per aumentare la preparazione della città al caldo:
- Proteggere la salute e il benessere delle persone durante le ondate di calore, inclusa la manutenzione dei servizi pubblici essenziali;
- Integrare la resilienza al calore urbano in nuove parti della città e nelle infrastrutture urbane;
- Affrontare il rischio di temperature elevate nelle abitazioni;
- Utilizzare infrastrutture blu e verdi per rinfrescare strade e spazi pubblici.
Le azioni includono la piantumazione di alberi, la ristrutturazione delle abitazioni, la collaborazione con il settore immobiliare per migliorare la resilienza e il rafforzamento della pianificazione della città. La rapidità con cui il consiglio comunale riuscirà a raggiungere gli obiettivi dipenderà dal livello di finanziamento che riuscirà a ottenere.
“Keep Bristol Cool” si basa sulla valutazione di base dei rischi legati al caldo urbano condotta dalla città, che fornisce informazioni su come i rischi e la vulnerabilità al caldo siano distribuiti nei vari quartieri. La valutazione di base è stata completata utilizzando una serie di dati, tra cui le proiezioni del Met Office sul caldo estremo, l’Indice di Vulnerabilità al Calore, che identifica le comunità che potrebbero essere a rischio in modo sproporzionato, e i risultati di un’indagine svolta direttamente con gli abitanti sulla qualità della vita.
Molta attenzione viene data al tema della cooling poverty, perché le alte temperature non colpiscono tutte le persone allo stesso modo e hanno un impatto sproporzionato sui bambini, sugli over 65 e sulle persone con patologie preesistenti. Queste persone hanno maggiori probabilità di subire stress fisiologico, malattie o persino la morte a causa delle temperature estreme. Tra gli strumenti più importanti del Framework vi è la mappatura interattiva dei dati sulle temperature e sull’indice di vulnerabilità, svolta ad una scala di micro-quartiere e destinata a decisori politici e professionisti come urbanisti, architetti paesaggisti e pianificatori per esplorare come l’attuale vulnerabilità al caldo varia nei diversi quartieri e come il cambiamento climatico potrebbe aumentare le temperature in futuro.
Sul fronte delle inondazioni, la città ha sviluppato la Bristol Avon Flood Strategy, il piano a lungo termine per gestire il rischio idraulico redatto in collaborazione con l’Agenzia per l’Ambiente, con l’obiettivo di proteggere meglio case e aziende, valorizzando il fiume Avon. L’idea di base è quella di progettare difese che migliorino gli spazi pubblici, grazie alla creazione di nuovi spazi verdi, un migliore accesso al fiume, il miglioramento delle caratteristiche del patrimonio storico e migliori collegamenti di trasporto. A marzo 2021, il comune ha approvato la Bristol Avon Flood Strategy in seguito a una consultazione pubblica, mentre nel gennaio 2024 ha approvato l’Outline Business Case, che fornisce una valutazione preliminare del piano, per poi ricevere l’approvazione dell’Agenzia per l’Ambiente e del Defra (Dipartimento Governativo per l’Ambiente). Sono stati inoltre garantiti i finanziamenti per portare avanti le azioni ma anche per la progettazione, la consultazione pubblica e il coinvolgimento della popolazione.