L’impatto del cambiamento climatico non è uguale per tutti. Da questa evidenza è nato il progetto europeo CARMINE, che opera all’interno di otto aree di studio corrispondenti ad altrettante città metropolitane europee, identificate per condurre esperimenti ed analisi che permettano di conseguire i cinque obiettivi principali del progetto:
- esaminare le risorse, gli strumenti, le pratiche, le politiche e le metodologie disponibili e identificare le lacune, le sfide e gli ostacoli che impediscono il progresso efficace dei percorsi di resilienza nelle regioni metropolitane europee;
- sviluppare modelli di valutazione del rischio ad alta risoluzione che integrino il clima, i processi del sistema terrestre e i fattori socioeconomici, per una fusione dei dati più ricca e una maggiore efficacia delle azioni di adattamento e mitigazione nelle regioni metropolitane europee;
- co-produrre un quadro di adattamento climatico e resilienza che combini approcci Living Labs e Digital Twins a supporto dei processi decisionali per la resilienza e la gestione del rischio di catastrofi nelle regioni metropolitane europee, comprese le soluzioni basate sulla natura;
- fornire servizi di supporto decisionale all’avanguardia, basati sull’impatto, che combinino dati climatici e ambientali con valutazioni dell’impatto socioeconomico e dei rischi, per un accesso intuitivo a risultati di modellizzazione ad alta risoluzione spaziale, a supporto delle valutazioni e dei piani di adattamento locali;
- condurre lo sviluppo partecipativo di modelli e valutazioni dei rischi meglio coordinati e di maggiore impatto, a sostegno delle tabelle di marcia delle priorità di R&I in materia di adattamento, di politiche informate e di piani intersettoriali per il periodo 2030-2035 e oltre (cioè il 2050).
Tutte le aree oggetto di studio sono situate in regioni con un PIL pro capite compreso tra 20.000 e 40.000 dollari USA (media 2013-2018), classificate tra il 21° e il 51° posto nell’indice di rischio climatico (1999-2018) per quanto riguarda i danni e le vittime segnalati a causa di eventi legati al clima, con oltre il 40% (>50%) della popolazione molto o estremamente preoccupata per il cambiamento climatico e con una vulnerabilità relativamente elevata della popolazione ai disastri e alle crisi umanitarie.
Per ciascuna area oggetto di studio, il progetto mira a stimare i problemi specifici legati al cambiamento climatico e i potenziali risultati in termini di adattamento e resilienza climatica: vengono quindi valutate le carenze e i vincoli nella pianificazione dell’adattamento e della mitigazione (ad esempio la mancanza di dati climatici e socioeconomici, di risorse, di conoscenze, di finanziamenti e/o di volontà politica e die sostegno del settore privato) per affrontare le preoccupazioni relative all’adattamento e identificare i settori sensibili, le risorse critiche e i gruppi vulnerabili.
I rischi climatici degli otto casi studio si differenziano per le specifiche condizioni geografiche, urbanistiche, e demografiche dei singoli luoghi:
- Praga: Alta frequenza e durata delle ondate di calore accoppiate all’isola di calore
- Lipsia: Alta frequenza delle ondate di calore e rischio climatico indotto sulla salute, sugli edifici e inneschi di incendi forestali
- Funen-Odensa: Danni da alluvioni
- Atene: Mortalità associata all’incremento di periodo caldi e secchi
- Barcellona: Incremento della siccità con conseguente accresciuto pericolo di incendi boschivi
- Bologna: Vulnerabilità della popolazione anziana all’interno del sistema urbano per le ondate di calore
- Brasov: Scarsità d’acqua ed eventi estremi.
- Birmingham: Pianificazione delle strategie di adattamento della vegetazione all’aumento delle ondate di calore.
Il caso studio italiano si concentra sulla Città Metropolitana di Bologna ed è coordinato dai partner CNR e CAAB. Nel capoluogo emiliano, questo lavoro prende forma attraverso il CSA Bologna, utilizzando strumenti e metodi diversi. Primo fra tutti il Living Lab – un laboratorio a cielo aperto dove imprese, enti pubblici e cittadini sperimentano soluzioni per una città più equa, sostenibile e solidale – svolge un ruolo fondamentale nel processo decisionale innovativo del progetto. Il CSA si rivolge agli anziani, agli anziani con disabilità fisiche, agli anziani con malattie croniche come l’Alzheimer, il Parkinson e il declino cognitivo. Consentire loro di vivere la vita cittadina attraverso l’impegno sociale aiuta a rallentare il processo di declino cognitivo. Per questo motivo, il caso di studio si concentra sull’attività quotidiana più vitale → fare la spesa → quindi i mercati.
In occasione del Secondo Workshop Living Lab di CARMINE, svoltosi nello spazio Permanent Living Lab del CAAB il 30 ottobre 2025, a cui hanno partecipato rappresentanti di istituzioni, fondazioni, cooperative e imprese (tra queste AIAS, Cotabo Taxi Cooperative, Legambiente, Fondazione Innovazione Urbana, GreenTech Cluster Emilia-Romagna, Autorità Sanitaria Locale, Regione Emilia-Romagna – Dipartimento Energia Sostenibile, Accademia dei Georgofili, Accademia dell’Agricoltura, Marcella Marzari – settore Comunicazione e Fondazione Aldini Valeriani, Antonio Ruberto – mobility consultant, Mercato Ritrovato) sono state riconfermate e validate le due sfide di progetto:
- Rivisitazione critica del rischio climatico “ondata di calore” (UHI) in relazione con Solitudine e Disabilità nel contesto metropolitano di Bologna, ridefinendo il rischio non più come un fenomeno puramente fisico, ma come il prodotto di una suscettibilità specifica moltiplicata dall’esposizione al pericolo. È emerso che la solitudine è la vulnerabilità sociale primaria, amplificando il degrado mentale e il rischio climatico tra gli anziani e i soggetti cronici.
- Contemporaneamente al fenomeno UHI va tenuto in considerazione l’inquinamento urbano (urban pollution islands – UPI), che è fortemente correlato all’effetto del microclima locale a causa dei processi di ricircolo (circolazione secondaria). Inoltre, tornando ai fragili, ci sono aree urbane in cui vivono persone socialmente svantaggiate con scarso accesso a prodotti freschi e soprattutto sani. Ovvero parti di comunità che rischiano una maggiore prevalenza di obesità, diabete o malattie cardiovascolari (concetto di FOOD DESERT = neighbourhoods qui declinato come costi elevati o assenza di qualità).
A queste due sfide corrispondono due principali obiettivi strategici:
- Intervenire in modo proattivo sulle “FASCE DI SOGGETTI POTENZIALMENTE A RISCHIO”. L’azione operativa si traduce nel Concept TAKE ‘EM OUT / MAKE ‘EM COOL – PORTIAMOLI FUORI (di casa) / TENIAMOLI FRESCHI (sia in termini di benessere che mentalmente) – che mira a utilizzare i luoghi già conosciuti (es. mercati, biblioteche) come rifugi climatici sociali accessibili.
- Dimostrare che vale la pena effettuare consegne commerciali con veicoli elettrici al fine di ridurre le isole di inquinamento urbano (UPI). Adattarsi significa consegnare una struttura urbana in condizioni atmosferiche adeguate e tendere a un delivery con mezzi elettrici. Dato che la popolazione fragile per spostarsi ha necessità di tempi differenti, le primarie soluzioni di adattamento possono includere l’agire sul delivery elettrificando i mezzi, fare le consegne in condizioni adeguate garantendo una equa distribuzione delle merci con un buon rapporto qualità/costo.