Torino – Buone pratiche per la resilienza delle reti idriche e la corretta gestione dell’acqua

Torino – Buone pratiche per la resilienza delle reti idriche e la corretta gestione dell’acqua 2018-06-20T08:05:49+00:00

Project Description

Gli impatti del cambiamento climatico influiscono già oggi, ed influiranno ancora di più nel futuro prossimo, in modo diretto e significativo sul servizio idrico, che dovrà quindi mettere in atto misure di mitigazione ed adattamento attraverso un approccio integrato che si fondi sulla prevenzione, preparazione ed anticipazione del rischio grazie ad un lavoro coordinato tra i gestori del servizio idrico, gli operatori sanitari ed ambientali, i ricercatori, i politici e gli stakeholder. La necessità di far fronte a fenomeni così complessi ha bisogno di uno slancio verso la multidisciplinarietà e la cooperazione.

Gli impatti dei cambiamenti climatici sul ciclo idrico integrato coinvolgono sia l’aggravarsi di condizioni preesistenti che il verificarsi di nuovi pericoli o fattori di rischio, e le aziende che gestiscono tale servizio devono garantirne l’efficienza nonostante tali impatti.
L’aumento della temperatura, la variabilità delle precipitazioni e la variazione del ciclo idrico, i periodi di siccità, le ondate di calore influenzano gli approvvigionamenti di acqua, i trattamenti, gli scarichi nonché i processi legati al suolo
La Società Metropolitana Acque Torino S.p.A. (SMAT) garantisce l’erogazione del Servizio Idrico Integrato in quasi tutti i comuni della Città Metropolitana di Torino, un’area geograficamente molto varia e complessa ubicata nella regione mediterranea/sud europea, individuata come la regione più a rischio dai cambiamenti climatici in Europa (IPCC 2014).
In un’ottica di costante prevenzione ed anticipazione SMAT ha già in atto alcune “buone pratiche” atte ad affrontare gli impatti legati ai cambiamenti climatici in modo proattivo.

Gestione della risorsa idrica
1. Ottimizzazione e potenziamento del bacino di lagunaggio
SMAT dal 2003 si è dotata di un bacino naturale di accumulo per le acque del fiume Po destinate ad alimentare gli impianti di potabilizzazione posti nell’area sud della città, che ha attualmente una capacità di circa 2 milioni di metri cubi. Inizialmente progettato per migliorare la qualità dell’acqua grezza, grazie ai processi di sedimentazione e biologici che avvengono naturalmente, in caso di necessità risulta anche una fondamentale riserva di acqua aggiuntiva in caso di inquinamento, scarsità d’acqua, aumento della torbidità dovuta ad eventi meteo-pluviometrici intensi. Per assicurare una maggiore riserva in caso di eventi siccitosi perduranti, è stata già pianificata (2020-2024) l’estensione del progetto ad un secondo bacino, in serie all’esistente, al fine di assicurare la riserva d’acqua alla città di Torino per oltre un mese.

2. Impatto dei cambiamenti climatici sui corpi idrici sotterranei
Un progetto di ricerca di elevato interesse per il territorio, avviato nel 2016 e tutt’ora in corso, vede la collaborazione del Centro Ricerche SMAT con il CNR-IGG, il Dipartimento DIST del Politecnico di Torino, l’ARPA Piemonte, la Regione Piemonte e la Società Meteorologica Italiana per lo studio della vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle risorse idriche sotterranee utilizzate per scopi idropotabili.
Gli obiettivi principali di questo progetto di ricerca prevedono:
• la valutazione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle risorse idriche sotterranee utilizzate per scopi idropotabili in area ATO3 Torinese in termini di quantità (disponibilità della risorsa) e qualità (mantenimento delle caratteristiche fisico-chimiche);
• la previsione probabilistica dell’evoluzione di tale vulnerabilità a scala temporale decennale/ventennale.
In particolare, valutati i paramenti quantitativi del bilancio idrico (input ed output di acqua al suolo) per stimare la ricarica dell’acquifero sotterraneo su tutta l’area gestita da SMAT, per le variabili meteo-climatiche correlate con tali parametri di bilancio sono state prodotte le proiezioni climatiche sul periodo 2019-2050 , considerando un ensemble composto da 5 modelli previsionali diversi con 2 differenti scenari di emissioni di CO2. In tale modo sarà possibile valutare l’evoluzione probabilistica delle caratteristiche quantitative degli acquiferi da utilizzare come supporto agli sviluppi strategici di SMAT.
La caratterizzazione qualitativa degli acquiferi sarà di tipo geochimico (unitamente alla valutazione di fondo ambientale per parametri e siti specifici).
Reti di distribuzione e reti fognarie
3. OPAR: un modello operativo di previsione della domanda idrica
L’efficienza dei sistemi acquedottistici può essere migliorata sviluppando azioni preventive e la disponibilità di un modello affidabile di previsione della domanda idrica può essere inquadrato in questo contesto. L’impatto dei cambiamenti climatici sulla domanda idrica può riflettersi in un aumento della richiesta idropotabile a seguito di una maggiore frequenza di ondate di calore o ad un aumento della popolazione a seguito delle migrazioni forzate dei cosiddetti «profughi climatici». Il Centro Ricerche SMAT ha sviluppato un modello di previsione a breve termine della domanda idrica, con un orizzonte temporale di 24 ore in grado di fornire un sistema di supporto alle decisioni per gli operatori del servizio idrico integrato.
4. Studio del comportamento della rete fognaria bianca in zona Borgo Dora (Torino)
Con questo progetto di ricerca, svolto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino, sono stati ricostruiti gli eventi estremi di precipitazione che hanno causato allagamenti e problemi idraulici in zona Borgo Dora a Torino. In particolare, una volta modellata la rete di drenaggio della zona scelta come caso di studio, è stata analizzata la risposta del sistema di drenaggio ad eventi meteo-pluviometrici con diversi tempi di ritorno. Si sono quindi evidenziate le criticità del sistema di e per quali intensità di pioggia esse si manifestavano come tali.
A seguito dei risultati ottenuti da questo studio sono stati progettati due interventi di miglioramento del sistema di drenaggio urbano dell’area in esame che la cui realizzazione porterà a superare le criticità attuali e future.

Dettagli

Citta’ Metropolitana di Torino

2003-2024