La trasformazione dell’ex area militare Dal Molin, ora dismessa, ha visto quest’area di notevole estensione, 65 ettari, diventare una nuova infrastruttura verde urbana ad alta valenza ecologica, paesaggistica e sociale. Il progetto mette assieme un sistema di aree verdi e blu (spazi naturali, canali, aree umide, prati e boschi planiziali), integrati con una rete di percorsi ciclopedonali, spazi per attività culturali, sportive e ricreative, per un totale di 9 km lineari.
I risultati della rinaturalizzazione dell’area sono evidenti rispetto alla riduzione dell’isola di calore urbana, ma anche per il miglioramento della qualità microclimatica, la mitigazione del rischio idraulico tramite sistemi di drenaggio sostenibile e la valorizzazione della biodiversità. Il Parco della Pace è stato progettato come un grande bacino di laminazione, capace di contenere e rilasciare lentamente fino a 100.000 metri cubi d’acqua. Inoltre, la rete ciclopedonale favorisce forme di mobilità dolce e a basse emissioni, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. La realizzazione di nuovi habitat contribuisce al potenziamento della biodiversità locale e alla ricostruzione della continuità ecologica.

Oltre ai benefici strettamente ambientali, il parco è diventato uno spazio di inclusione e coesione, ospitando aree per attività culturali, sportive e associative. La gestione del parco offre opportunità di lavoro dirette e indirette, in particolare nei settori della
manutenzione ambientale, dell’animazione culturale e della gestione dei servizi. È inoltre in corso di definizione un modello di governance innovativo, basato sulla creazione di una fondazione quale ente di gestione senza scopo di lucro, con l’obiettivo di garantire sostenibilità economica e coinvolgimento della comunità locale.
Il costo complessivo dell’intervento è di circa 15,2 milioni di euro: 11,5 milioni provengono da fondi CIPE, mentre 3,7 milioni derivano dal DPCM 6 dicembre 2016, nell’ambito del Bando Periferie. Ulteriori risorse sono state allocate attraverso fondi PNRR, in particolare nella Missione 5 – Inclusione e Coesione, per la realizzazione di infrastrutture sportive (campo da rugby, canale per canoa, spazi per l’atletica). Non sono previsti, nella fase di realizzazione, contributi diretti da parte del settore privato; tuttavia, è ipotizzato un coinvolgimento di operatori e associazioni nella fase gestionale post-intervento, con contributi economici e di servizi.