Project Description

Il detombamento è un passo fondamentale per riportare a condizioni di naturalità un fiume o un canale in precedenza occlusi. Ricostituire le caratteristiche naturali di un corso d’acqua favorisce nell’immediato la riduzione del rischio idraulico grazie all’allargamento della sezione di deflusso e riconnettendo il corso idrico con le piane alluvionali.
Ma i miglioramenti portati includono anche una più ampia riqualificazione ecologica ed urbana e la mitigazione dell’effetto isola di calore nelle città.

Una simile azione è stata realizzata a Cardiff, in Galles, dove un canale di 180 anni fa è stato finalmente detombato. Il Dock Feeder Canal è stato lastricato per più di sette decenni, ma al contrario è diventato protagonista di un enorme rinnovamento del centro città. Il progetto è iniziato all’inizio di febbraio 2022 e vedrà il canale trasformato in uno spazio pubblico verde con posti a sedere all’aperto e un’area per spettacoli in stile anfiteatro. Gli ambiziosi piani trasformeranno effettivamente l’est del centro cittadino in un nuovo quartiere, in un progetto simile alla ristrutturazione della piazza centrale. Si prevede che il riemergere del canale creerà un nuovo habitat acquatico e verrà sviluppata una nuova pista ciclabile con marciapiedi più larghi e attraversamenti migliori. Saranno costruiti una serie di giardini pluviali, con terriccio specifico e piantumazioni per trattare le acque superficiali per rimuovere gli inquinanti prima che l’acqua defluisca nel canale. Ciò garantirà che 3.700 m2 di acqua saranno deviati ogni anno dalla rete fognaria, riducendo i costi e l’energia del trattamento di quest’acqua attraverso la stazione di pompaggio delle acque reflue nella baia di Cardiff.

Un’altra esperienza di successo è quella del fiume Ondaine a Chambon Feugerolles, nelle vicinanze di St. Etienne, in Francia. Qui il fiume è stato costretto ad un percorso di 500 metri coperto dal cemento sin dalla fine del 1800. Trascorso un secolo, il soffitto del tunnel ha sviluppato segni di cedimento a seguito di eventi alluvionali e si è quindi sviluppato un progetto di recupero urbano finalizzato alla trasformazione di una vecchia area industriale in una residenziale, con l’opportunità di ripristinare il fiume. Il progetto è stato completato nel 2010 ed ha visto rimuovere 90.000 metri cubi di materiale. Il nuovo alveo fluviale è stato modellato e stabilizzato, in parte con tecniche di bioingegneria, garantendo l’insediamento della vegetazione ripariale, per un totale di 1,2 km di opere.
Più recentemente ad Utrecht, in Olanda, è stato corretto un altro errore urbanistico storico. Oltre 40 anni dopo che parti del canale Catharijnesingel che circondava il centro storico di Utrecht sono state cementate per ospitare un’autostrada a 12 corsie, la città olandese ne ha celebrato il restauro e la riapertura. I residenti hanno votato in un referendum del 2002 per un “piano regolatore” del centro città, in cui l’acqua avrebbe sostituito le strade, ma gli sforzi sono stati potenziati negli ultimi anni da un più ampio tentativo da parte del comune di mettere da parte l’auto e promuovere una vita più sana. La sezione restaurata del canale era stata tombata per consentire alle auto un migliore accesso al quartiere dello shopping di Utrecht negli anni ‘70. Il Comune ora ha scelto le infrastrutture blu e verdi per sostituire l’asfalto ed il cemento, consentendo collegamenti con una pletora di importanti funzioni urbane ed ambientali.
Infine anche per il fiume Emscher, nella Ruhr in Germania, è scattata l’ora della riapertura e della trasformazione ecologica e socio-economica. Negli ultimi 20 anni, infatti, l’impressionante trasformazione che ha interessato l’Emscher ha toccato moltissimi aspetti e prodotto notevoli risultati. Per decenni, il fiume ha avuto la reputazione di essere una corso d’acqua biologicamente morto, inquinato ed usato come parte del sistema fognario. Il detombamento è stato il primo passo per dare all’area un’immagine più naturale, ma anche per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale ed aumentare la biodiversità nell’area. Il progetto ha mirato a creare il sistema di acque reflue più moderno del mondo e, nonostante l’ingente quantità di denaro spesa, ha visto la salvaguardia e la creazione di 1.400 posti di lavoro ogni anno.
Un esempio di intervento che permetterà di evitare nuovi allagamenti è quello di Bovolenta (PD). Nello specifico la frazione di Brusadure era soggetta a frequenti allagamenti a causa delle intense piogge. Per questo motivo è stato attuato l’intervento di ricalibratura dell’affluente dello scolo Schilla, chiamato Cà Molin, con l’allargamento e l’abbassamento del fondo e la sostituzione di tratti di tubazioni. L’intervento è costato 100 mila euro, garantirà l’approvvigionamento idrico che permetterà di servire i terreni agricoli circostanti.