Nella gran parte delle nostre montagne è atteso, rispetto ad ora, un aumento di temperatura tra i 2 e i 3°C per il 2050, ed entro fine secolo un ulteriore riscaldamento che va dai 3 ai 7°C in funzione degli scenari di emissione. Nelle Alpi le temperature stanno crescendo ad una velocità doppia rispetto alla media globale, e la neve al suolo negli ultimi dieci anni ha subito un costante decremento lasciando sempre più spazio ad aride sterpaglie.

Si tratta di un vero e proprio allarme per i ghiacciai italiani: crisi climatica e inquinamento minacciano sempre di più i giganti bianchi, testimoni del clima che cambia e sentinelle della qualità dell’aria.

Negli ultimi 150 anni si sono verificate riduzioni di areali dei ghiacciai del 60% nelle Alpi, con punte dell’82% nelle Alpi Giulie e 97% nelle Marittime.

In vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, e non solo, preoccupa l’impatto dei cambiamenti climatici: secondo uno studio dell’Università di Waterloo, pubblicato su Current Issues in Tourismse le emissioni di gas serra rimangono sulla traiettoria attuale, nel 2080, solo Sapporo tra le 21 precedenti località delle Olimpiadi invernali sarebbe in grado di ospitare in modo affidabile i Giochi in futuro. Nelle Alpi, secondo lo stesso studio, anche se le emissioni di gas serra fossero drasticamente ridotte, solo Albertville, a 2.100 m sul livello del mare, rimarrebbe un ospite affidabile per i Giochi entro la metà del secolo.