Il Canale di Panama sta vivendo una delle crisi più pesanti da quando è stato aperto alla navigazione 110 anni fa. La siccità, infatti, ha lasciato il livello dell’acqua del canale più basso che mai, costringendo ad una riduzione del passaggio delle navi. In particolare, il funzionamento alla base del canale prevede lo svuotamento di parte dell’acqua dolce proveniente dal Lago Gatun ogni volta che una nave entra e esce dal canale, che non era stato progettato pensando a possibili riduzioni del regime delle precipitazioni. Ogni transito richiede circa 200 milioni di litri di acqua dolce per sollevare e abbassare le navi dentro e fuori dal canale.

Le restrizioni hanno portato a ritardi, aumento dei costi di spedizione e incertezza sul futuro di uno dei punti di strozzatura commerciale critici del mondo, dove passa circa il 5% del commercio marittimo mondiale. Tutto ciò sta avvenendo mentre tra il Canale di Suez e lo Stretto Bab al-Mandab, le due porte d’ingresso del Mar Rosso, l’altro passaggio fondamentale per la navigazione mondiale, è in corso una guerra.

La siccità che sta interessando Panama è causata dalla combinazione tra il cambiamento climatico e El Niño, un modello climatico che si ripete ogni due-sette anni caratterizzato da calde temperature oceaniche. Le conseguenze di questa situazione possono diventare disastrose per Panama, in particolare per la sua economia, con circa il 6,6% del PIL del Paese fatto dagli introiti dovuti all’utilizzo del canale. Ma la siccità minaccia anche l’approvvigionamento idrico della popolazione. 

I tempi di attesa per il passaggio delle navi si sono quintuplicati negli ultimi mesi e gli slot vengono talvolta prenotati con mesi di anticipo. Di conseguenza, l’autorità del canale ha iniziato a mettere all’asta posti extra per saltare la fila, venduti anche a cifre record di 4 milioni di dollari. 

Nel frattempo altri progetti sono già completati o in corso. Nel 2022, il Paraguay ha inaugurato la prima metà di un’autostrada a doppia carreggiata, il Corridoio stradale bioceanico, che si estenderà dal Cile attraverso l’Argentina e il Paraguay, terminando in Brasile, mentre il 22 dicembre scorso, il Messico ha inaugurato parte di un progetto ferroviario da 2,8 miliardi di dollari per competere con il canale trasportando merci tra gli oceani Pacifico e Atlantico. Tuttavia gli esperti sono scettici sul fatto che questi progetti rappresenteranno una minaccia per il Canale di Panama in tempi brevi. Le alternative a Panama sono quantomeno controverse visto che includono la realizzazione di una nuova diga, con conseguenze devastanti sulla biodiversità e sulle comunità locali che abitano l’area, con tensioni politiche e manifestazioni popolari che hanno già paralizzato il Paese per più di un mese a fine 2023.